L 228-2012
Legge di stabilità

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del 2005

Equipollenza dei Titoli di studio del settore AFAM
(una prima analisi)

Molto clamore stanno destando nel settore i commi inseriti nella Legge di stabilità, riguardanti l'equipollenza dei Titoli di studio del settore AFAM con le Lauree Universitarie. Al di là dei proclami di paternità sui vari presenti nel testo, che nel complesso risulta a nostro avviso non particolarmente efficace nella forma, risultano presenti in esso aspetti di indubbia rilevanza.

Proviamo pertanto ad analizzarne il contenuto dei vari commi dell'Art. 1 riguardanti questi aspetti, ricordando che

 

"102. Al fine di valorizzare il sistema dell’alta formazione artistica e musicale e favorire la crescita del Paese e al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne e’ prescritto il possesso, i diplomi accademici di primo livello rilasciati dalle istituzioni facenti parte del sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono equipollenti ai titoli di laurea rilasciati dalle universita’ appartenenti alla classe L-3 dei corsi di laurea nelle discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda di cui al decreto ministeriale 16 marzo 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 6 luglio 2007."

Questo comma risulta particolarmente rilevante. Molti hanno in questi anni, a cominciare dal DG dell'AFAM Dott. Civello, segnalato che tale equipollenza era già una realtà. Ciò non di meno, risulta utile e chiarificante averlo definito per Legge.

103. Al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne e’ prescritto il possesso, i diplomi accademici di secondo livello rilasciati dalle istituzioni di cui al comma 102 sono equipollenti ai titoli di laurea magistrale rilasciati dalle universita’ appartenenti alle seguenti classi dei corsi di laurea magistrale di cui al decreto ministeriale 16 marzo 2007,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 9 luglio 2007:
a) Classe LM-12 (Design) per i diplomi rilasciati dagli Istituti superiori per le industrie artistiche, nonche’ dalle Accademie di belle arti nell’ambito della scuola di «Progettazione artistica per l’impresa», di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;
b) Classe LM-45 (Musicologia e beni musicali) per i diplomi rilasciati dai Conservatori di musica, dall’Accademia nazionale di danza e dagli Istituti musicali pareggiati;
c) Classe LM-65 (Scienze dello spettacolo e produzione multimediale) per i diplomi rilasciati dall’Accademia nazionale di arte drammatica, nonche’ dalle Accademie di belle arti nell’ambito delle scuole di «Scenografia» e di «Nuove tecnologie dell’arte», di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;
d) Classe LM-89 (Storia dell’arte) per i diplomi rilasciati dalle Accademie di belle arti nell’ambito di tutte le altre scuole di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, ad eccezione di quelle citate alle lettere a) e c).

Qui iniziano i problemi. I Diplomi di Conservatorio vengono "equiparati" alla Laurea in "Musicologia e beni musicali" e sorge spontanea la necessità di capire bene cosa si intende con ciò. La nostra interpretazione è che in caso di pubblico concorso a cui si possa accedere con tale Laurea, si può accedere anche con un qualunque Diploma di Conservatorio. Altri ipotizzano il conseguente riconoscimento dei crediti previsti da quella Laurea ai fini di eventuali ulteriori studi. Quest'ultima ipotesi è a nostro avviso decisamente improbabile.

104. I diplomi accademici di secondo livello rilasciati dalle istituzioni di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508 costituiscono titolo di accesso ai concorsi di ammissione ai corsi o scuole di dottorato di ricerca o di specializzazione in ambito artistico, musicale, storico artistico o storico-musicale istituiti dalle universita’.

Di fatto era già così

105. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le istituzioni di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508 concludono la procedura di messa a ordinamento di tutti i corsi accademici di secondo livello.

Alle scadenze di questo tipo facciamo fatica a credere, ma è un bene che sia stato messo un termine.

106. I titoli sperimentali conseguiti al termine di percorsi validati dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca nelle istituzioni di cui al comma 102, entro la data di cui al comma 105, sono equipollenti ai diplomi accademici di primo e di secondo livello, secondo una tabella di corrispondenza determinata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sulla base dei medesimi principi di cui ai commi102 e 103, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Questa affermazione risulta decisamente utile.

107. I diplomi finali rilasciati dalle istituzioni di cui al comma 102, al termine dei percorsi formativi del previgente ordinamento, conseguiti prima dell’entrata in vigore della presente legge e congiuntamente al possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, sono equipollenti ai diplomi accademici di secondo livello secondo una tabella di corrispondenza determinata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sulla base dei medesimi principi di cui ai commi 102 e 103, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Questo è probabilmente l'aspetto più rilevante e sul quale si stanno già concentrando animati dibattiti.
 

Il punto chiaro è che i Diplomi di V.O., a seguito di questo comma, sono "al fine esclusivo dell'accesso ai Pubblici concorsi" equipollenti agli attuali Diplomi Accademici di II Livello.
Non è però chiaro quanto il richiamo alla definizione "sulla base dei medesimi principi di cui ai commi 102 e 103" che fanno riferimento, appunto, "al fine esclusivo..." possa essere determinante. In assenza di tale inciso, di fatto avrebbe sancito l'equipollenza del Titolo di studio in sè e non solo ai fini dei concorsi.
Ovviamente c'è che ritiene che tale equiparazione sussista nonostante la presenza di tale inciso. cosa possibile in effetti, visto che il testo non è molto chiaro in proposito.
 

Altro punto chiaro, e decisamente molto contestato, è l'inciso "conseguiti prima dell'entrata in vigore della presente legge e congiuntamente al possesso di un diploma di scuola secondaria superiore". A parte il fatto che lessicalmente adesso andrebbe definita Scuola secondaria di II grado, sò che è una banalità, ma stanno scrivendo una legge sui Titoli di studio, forse non sarebbe male l'uso di un lessico appropriato, poche sono le contestazioni sulla necessità del possesso congiunto del diploma scolastico, la contestazione avviene soprattutto per l'esclusione di chi in futuro acquisirà il medesimo titolo, con particolare riguardo a chi sta concludendo e magari si diplomerà in questo a.a. .

L'ultimo aspetto che rischia di tenere tutto in sospeso è il seppure logico rimando ad un successivo DM per l'emanazione di una Tabella di corrispondenza tra i signoli Diplomi di V.O e gli attuali Diplomi di II Livello.
Qui il campo delle ipotesi diventa decisamente ampio. Innanzitutto viene da chiedersi cosa succederà tra 3 mesi, visto che ci sono di mezzo le elezioni. Visto che diamo per certi la presenza di un nuovi Ministro, Sottosegretari, Responsabili Scuola e Università dei vari partiti e via dicendo.
Arriverà il DM prima della scadenza o comunque in tempi accettabile e più di uno iniziano a chiedermi semplicemente se arriverà mai questa Tabella e soprattutto se in assenza della Tabella di corrispondenza avrà o meno valore quanto stabilità da questo comma.
In proposito possiamo solo assicurare che terremo d'occhio la questione.